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Assaggi di Bretagna e Normandia

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Racconto di un Viaggio in Francia, tra Bretagna Normandia, di Federica Varosio

Assaggi di Bretagna e Normandia

Da un po’ pensavo alla Bretagna, forse per aver letto qualcosa, forse per quella grande curiosità che da sempre mi attira verso i paesaggi oceanici, dove il mare e il vento per millenni hanno modellato una costa varia e frastagliata; così, quando si è trattato di decidere la meta delle nostre vacanze, mi sono ricordata di questo mio desiderio quasi sopito e ho cominciato a pensare a cosa saremmo riusciti a vedere nel tempo purtroppo limitato che avevamo a disposizione.

Il desiderio più forte era quello di arrivare fino alla regione del Finisterre, a quella che per i Romani era la fine della terra, e contemplare la piccola Île d’Ouessant (in bretone Enez Eusa, che significa “isola del terrore”, il che è tutto un programma…) perdersi nell’oceano e venir divorata dalle sue onde.

Quest’isola a 20 km dalla terraferma, ospita il Phare de Créac’h, il faro più potente del mondo, che indica la rotta alle migliaia di imbarcazioni che fanno il loro ingresso nella Manica. Non solo qui, ma per tutta la regione, le scogliere sono costellate da numerosi fari, resi noti anche grazie a serie di calendari a tema; lo scenario di queste luci per la costa era particolarmente accattivante, nelle afose serate di fine luglio… e allora via!



La porta est della Bretagna coincide con un ampio fiordo che separa le due piccole cittadine di St. Malo e Dinard, forse le mete turistiche meglio conosciute di tutta la regione che, a dir la verità, mi sono sembrate anche le meno autentiche. Soprattutto St. Malo, distrutta per l’80% durante i bombardamenti dell’ultima guerra e ricostruita con molta dovizia di particolari nello stile del XIII secolo, lascia un po’ riflettere… : qui tutto è a misura di turista, a cominciare dai grossi parcheggi ai piedi dei bastioni, per finire tra gli innumerevoli negozi e bancarelle forniti di ogni tipo di souvenir (fari di gesso, bandiere, tazze, grembiuli e chi più ne ha più ne metta!). Alla fine anche noi abbiamo ceduto alla tentazione e, alla ricerca della caratteristica bandiera bretone, bianca e nera con gli ermellini stilizzati, ci siamo poi impossessati di un adesivo e uno stemma di stoffa raffiguranti il Triskell, un simbolo celtico formato da tre motivi curvilinei che si irradiano da un centro, molto diffuso in Bretagna.

A Dinard, altrettanto rinomata stazione balneare, si respira ancora l’atmosfera un po’ aristocratica di fine secolo, quando la ricca borghesia inglese, attirata dal clima più mite che si respira su questo lato della Manica, l’attraversava per trascorrere l’estate: una serie di case decisamente eclettiche che orlano la baia e l’ampia spiaggia con gli ombrelloni-tende a righe bianche e blu ne sono l’eredità.

Se vi capita di passare da queste parti non potete non dedicare una serata alla degustazione delle ostriche, decisamente a buon prezzo; quasi in ogni angolo è facile imbattersi in invitanti locali che espongono il cartello “huître & moules 6 €”!!!, d’altra parte questi prelibati frutti di mare sono diffusissimi su tutta la costa e facilmente raggiungibili con la bassa marea, che ne mette a nudo ampie distese. Passeggiando sugli scogli si incontrano non solo pescatori, ma intere famiglie attrezzate con retino e secchiello, che vanno a caccia di granchi e conchiglie.



Da Saint Malo e Dinard il nostro viaggio riparte verso ovest, alla volta della vera Bretagna, dove ancora si parla e si scrive la lingua regionale.

La strada costiera segue la Côte d’Émeraude fino a St. Brieuc, centro amministrativo della costa nord. Lungo il percorso si incontrano ampie spiagge, dove al ritiro della marea filano via colorati chart a vela, alternate a coste frastagliate e ardite scogliere a picco sul mare: merita una sosta l’impressionante falesia di Cap Fréhel, alta 70 metri e sormontata da un faro.

Si dice che dalla sua sommità si possa ammirare un panorama mozzafiato, ma ahimè, il tempo è stato così inclemente che a malapena ne riuscivamo a scorgere la lampada, immersa in un mare di nuvole e pioggia. La distesa di erica che lo circonda e arriva a pochi passi dallo strapiombo è veramente suggestiva (cerco di immaginarmela con il sole…), come lo sono i grandi gabbiani che volteggiano a mezz’aria tra il cielo e il mare. continua "Assaggi di Bretagna e Normandia" (Pubblicato il 31 luglio 2006) - Letture Totali 11 volte - Torna indietro

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