Home Destinazioni Destinazioni Africa Africa Egitto Egitto Egitto: Il Cairo: una cittĂ  da mal di testa Il Cairo: una cittĂ  da mal di testa

Il Cairo: una cittĂ  da mal di testa

Racconti e Articoli di Viaggio

Impressioni di Viaggio e Consigli di Jordi, dal blog Viaggiaconjordi.wordpress.com

Il Cairo: una cittĂ  da mal di testa

Sito o fonte Web: viaggiaconjordi.wordpress.com Il Cairo mi ha molto impressionato e non certo positivamente, perciò voglio darvi dei piccoli consigli nel caso ci veniate.

Il primo dogma assoluto è NON FIDATEVI DI CHI INCONTRATE PER LE STRADE, chiunque vi fermi, anche se estremamente gentile e affabile cerca solamente i vostri soldi e purtroppo ve lo dico per esperienza diretta. La maggior parte degli egiziani vede solamente il vostro portafogli e quindi potrete incontrare degli amici solamente tra persone altolocate, ricche oppure giovani studenti.

Mi è capitato di incontrare un padre di famiglia con il figlio e, dopo essere andato con lui a pranzo, fumato un ottimo chicha, avermi accompagnato, facendomi da interprete in Piazza Tahrir, mi sono fidato di lui e dei suoi consigli… beh conoscete già come è finita la mia gita alle piramidi!

Altro argomento molto delicato riguarda i taxi e, soprattutto i taxisti.

I taxi al Cairo sono di due tipi: bianchi e bianchi e neri; i primi sono generalmente affidabili e nella maggior parte dei casi il conducente comprende qualche parola di inglese, ma non aspettatevi che lo parli.
I taxi bianchi e neri, invece, sono delle vecchie auto e ve li sconsiglio caldamente, in quanto: i conducenti cercano in tutti i modi allungare qualsivoglia tragitto, non capiscono una parola d’inglese, sono molto furbi oppure l’esatto contrario.

Mi è capitato infatti, di salire su un taxi del secondo tipo e, con la cartina in mano mostrare la mia destinazione: la punta sud dell’isola di Zamalek. Beh nonostante il tragitto non fosse difficile da capire, dato che il taxista doveva solamente costeggiare il Nilo, nè fosse lungo, il genio della lampada è riuscito ad arrivare alla punta nord dell’isola nonostante i miei, molto energici, tentativi di fargli capire che stesse andando nella direzione opposta; portandomi a domandare chi di noi due fosse l’egiziano.

Se a questo, sommate il fatto che al Cairo il traffico è sempre intasatissimo, chiassosissimo e popolato di auto, moto, mezzi da lavoro, bici e carri trainati da animali, con uno smog che definire letale è un eufemismo; capirete come dopo dieci giorni sia diventato insofferente a qualsiasi tipo di taxista abbia la sfortuna di avermi come cliente, ma che per sua fortuna non capisce il rosario di improperi che puntualmente snocciolo.

I taxisti, in tutto l’Egitto, sono una categoria rinomata per la “flessibilità” dei prezzi e anche qui vi voglio dare un consiglio molto pratico, utile e soprattutto estremamente funzionante per non farvi rubare i soldi facendo la figura dei tonti.
Prima di uscire dall’hotel in cui pernottate chiedete al receptionist quanto dobbiate pagare per il tragitto che avete in programma e, soprattutto, fatevi scrivere in arabo su un pezzo di carta il nome della vostra destinazione; credetemi è il metodo più sicuro per giungere a destinazione senza farvi fregare.

Date le mie pessime esperienze dei primi giorni la mia voglia di scoprire il Cairo è finita sotto la suola delle infradito e quindi, più che un soggiorno di piacere i miei dieci giorni in città diventano una prigionia in hotel, con il chiaro scopo di non lasciare un centesimo in più del previsto a questa città, a mio parere davvero invivibile e insostenibile.

Nonostante tutto non ho potuto fare a meno di visitare il famoso museo egizio, davvero bello e dalla struttura imponente, dove ho finalmente ammirato la famosa maschera funebre del faraone Toutankhamon, i suoi due sarcofagi e i monili ritrovati nella sua tomba, il tutto interamente d’oro e di una bellezza mozzafiato.

La pecca del museo è l’impossibilità di fare foto agli straordinari reperti che vi si trovano all’interno, ma mentre passeggio tra  manufatti e resti di antichi templi mi torna in mente il Louvre di Parigi, con la sua grandissima galleria dedicata all’antico Egitto e non posso fare a meno di constatare che, tristemente, il museo parigino batta di gran lunga quello egiziano. Qui, infatti, tutti i reperti sono disposti lungo i lati di grigissimi corridoi, senza ricreare l’antica disposizione di templi e tombe, nonostante la struttura sia davvero grande, le descrizioni dei reperti sono dattiloscritte e ingiallite, ad occhio e croce risalenti agli anni settanta; insomma, nonostante la ricchezza dei reperti, la disposizione ne fa, in molti casi, decadere il fascino.

Altro luogo turistico davvero affascinante per scattare delle ottime foto alla città è la Cairo Tower: una torre alta centosessanta metri nella quale trovano posto un caffè, un ristorante, un ristorante rotante, che permette di godere del panorama cittadino, mentre si sta cenando e la terrazza circolare da dove si possono scattare splendide foto della più grande città africana.

Anche al Cairo ho cercato delle voci per capire e spiegare la rivoluzione di gennaio, ma gli egiziani sono davvero restii nel parlarne con gli stranieri di questo argomento, la maggior parte, infatti, teme coloro che si interessano all’argomento additandoli come spie o simili, rendendo così la situazione alquanto pericolosa per la propria incolumità.

Lascio il Cairo in un’ennesima mattinata di caldo soffocante prendendo un treno dalla stazione Ramses in direzione Alexandria e qui, tra estrema felicità e gioia per abbandonare questa città metropolitamente selvaggia, incontro Lorenzo un ragazzo italiano che sta per prenderà il mio stesso treno.

Sono più di tre mesi che non resto fisicamente con un connazionale per più di qualche ora e mi rendo conto di essere immensamente felice nel potermi esprimere in quella che è la mia lingua materna.

Il treno parte, rendendo la mia felicità immensa nel lasciarmi alle spalle quella trappola per stranieri chiamata Cairo e mi rendo inoltre conto che, finalmente, il mal di testa cronico che mi attanagliava da giorni è rimasto definitivamente inpigliato in quella tagliola.

Potete seguire gli altri racconti di Jordi sul suo blog http://viaggiaconjordi.wordpress.com (Pubblicato il 16 settembre 2011) - Letture Totali 159 volte - Torna indietro



Ti è stato utile (ti è piaciuto) questo contributo? Votalo!

Pagine correlate...


Egitto: tutti gli articoli/racconti Egitto: tutti gli articoli/racconti
Tutto il blu del Mar Rosso Tutto il blu del Mar Rosso. L'altra faccia, quella ancora abbastanza genuina nonostante il turismo, del Mar Rosso: Dah...
Invia ad un amico Invia ad un amico Condividi Tutto il blu del Mar Rosso su Twitter
Egitto, volto vibrante della terra al confine Egitto, volto vibrante della terra al confine. Una carrellata di ricordi, di foto e memorie estive in un viaggio vissuto attraverso i cin...
Invia ad un amico Invia ad un amico Condividi Egitto, volto vibrante della terra al confine su Twitter
Osservando la Sfinge Osservando la Sfinge. Riportiamo le conclusioni di lunghe considerazioni di un recentissimo viaggio - febbraio 2...
Invia ad un amico Invia ad un amico Condividi Osservando la Sfinge su Twitter

Questo contributo è frutto di un invio esterno a Viaggiatorionline.com. Se sei certo che esso violi le regole del Diritto d'Autore o della Proprietà Intellettuale ti preghiamo di avvisarci immediatamente utilizzando i Commenti, aggiungendo poi Abuso e motivazione. Grazie

Registrati come Operatore Turistico
I Top LIKE...
NEWSLETTER VIAGGIATORIONLINE
Ricevi News, Consigli e Offerte direttamente sulla tua casella!

Iscrivi Cancella