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Il Paese dell'Accoglienza

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Racconto di viaggio in Iran (o Persia), di Adolfo Carli - Inviato il 08 gennaio 2004 da Adolfo Carli.

Il Paese dell'Accoglienza

Dopo aver visitato molti paesi del medio Oriente, mi sembrava interessante e quasi doveroso, per uno che ama viaggiare, visitare la Persia o, come più comunemente viene chiamato in Italia, l'Iran, un paese importante per la storia antica, ma famigerato per le recenti vicende legate alla rivoluzione dell’Ayatollah Khomeini, alla guerra con l’Iraq, al dopo Khomeini.

Era l’estate del 1996 quando valutai la concreta possibilità di visitare l’Iran, paese che in quegli anni non era certamente frequentato da frotte di turisti ed ancor meno da turisti fai da te.Scartai subito l’idea di andare in agosto, quando il clima torrido avrebbe inciso molto negativamente. Non potendo visitare l’Iran in autunno o primavera, stagioni decisamente più favorevoli, restava il freddo e piovoso periodo delle vacanze di Natale.



L’essermi mosso con qualche mese di anticipo si rivelò subito cosa saggia perché la procedura per l’ottenimento del visto turistico fu piuttosto lunga ed anche abbastanza complicata.

In effetti, quando chiamai il Consolato di Milano, le mie aspettative furono subito smorzate perché la prima risposta che ricevetti fu quella di unirmi ad un gruppo turistico organizzato. Dopo un attimo di perplessità e di delusione, decisi di perseverare o perlomeno di andare a fondo della questione, cosicché il giorno seguente richiamai il Consolato. Ad un altro addetto spiegai che ero fortemente motivato ed interessato a visitare il loro paese da solo, senza aggregarmi ad un gruppo turistico. L’addetto comprese le mie necessità e con estrema gentilezza, calma e pazienza mi spiegò che la cosa era possibile inoltrando una richiesta presso il Ministero degli esteri di Tehran.

Dal mio repentino silenzio, comprese che già stavo prefigurandomi situazioni alla “mission impossible” e quindi, per non scoraggiarmi mi confortò dicendomi che avrei risolto la cosa contattando ed affidando l’espletamento di tutta la pratica ad un agente di viaggi a Teheran. Mi fornì alcuni nominativi e relativi numeri telefonici (allora Internet non era ancora molto diffuso e popolare) di agenti di viaggi fidati che normalmente svolgevano questa attività.

Preoccupandomi dei costi dell’operazione “Iran Visa” e facendo presente che il sottoscritto era, per l’appunto, un viaggiatore con budget limitato, abusai della gentilezza per chiedere delucidazioni al riguardo. Con infinita cortesia ribadì che i prezzi erano ragionevoli, ma che avrei dovuto acquistare dagli agenti di viaggio almeno una notte d’albergo ed il trasferimento dall’aeroporto all’albergo in quanto questa era prassi consolidata. Il viaggio in Iran divenne quindi cosa fattibile. Effettuai il bonifico in USD in favore dell’agente di viaggi di Teheran su una banca di Dubai e cominciai a documentarmi ed organizzarmi.



Dopo qualche giorno, il bonifico fu bloccato per violazione delle norme USA sull’embargo che vietavano qualsiasi transazione, in dollari, a favore di enti iraniani. Sorrisi con sarcasmo... e pensai allo scandalo Iran Gate quando il governo Reagan, per finanziare i contras che operavano militarmente in Nicaragua contro il governo sandinista di Daniel Noriega, vendeva armi al “paese canaglia” Iran...

In ogni caso, ben conscio di essere stato intercettato da “Achelon”, il sisetma della NSA che spia tutte le telefonate sospette basandosi su alcune parole, e sicuramente Iran era una di quelle, ritelefonai a Tehran per concordare il cambio di valuta da dollari USA in Marchi e concludere l’operazione visto.

Arrivai all’aeroporto di Tehran verso le 02:00, unico turista all’aeroporto. Dopo le formalità doganali ed un veloce cambio di valuta, all’uscita trovai l’addetto dell’agenzia che mi aspettava tra una folla di parenti in attesa per condurmi in albergo. Anche se era notte fonda ed ero assonnato, non ebbi nessuna difficoltà a constatare le enormi dimensioni di Teheran, città che conta circa 10 milioni di abitanti, una delle tante megalopoli mostro del Mondo, senza nessun piano regolatore, con i classici quartieri dormitorio, alti livelli di inquinamento e cronico sovraffollamento. Non potei non notare, date le grandi dimensioni e la super illuminazione, il monumentale ‘Borj-e Azadi”, che ha forma di una enorme Y rovesciata, eretto nel 1971 per commemorare il 2500mo anniversario dell’Impero Persiano. Non posso certo ascriverlo tra i capolavori dell’architettura moderna, però fui molto contento di avere visto. continua "Il Paese dell'Accoglienza"

(continua su http://) (Pubblicato il 08 gennaio 2004) - Letture Totali 696 volte - Torna indietro



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