Namibia

Itinerari, Tour e Idee di viaggio

Informazioni pratiche per viaggiare in Namibia, di Robo Gabra'oun - Inviato il 20 gennaio 2004 da Robo GabrAoun.

Namibia

INFORMAZIONI PRATICHE

Per viaggiare in Namibia non occorre Visto, e si può risiedere nel Paese per un periodo non superiore ai tre mesi.

E’ possibile noleggiare qualsiasi tipo di vettura, dalla berlina al 4x4 completamente equipaggiato con materiale da campeggio, compresa la versione Namibiana della Air Camping.

Per quanto riguarda le prenotazioni dei Lodge o delle Guest Farms esse possono venire effettuate con largo anticipo direttamente dall’Italia, stesso dicasi per le pratiche di noleggio delle autovetture.
L’ambasciata d’Italia ha sede a Windhoek in Anna Street numero 1, italy@ambitwin.org.na
Ricordo che per guidare in Namibia un mezzo non di proprietà occorre essere in possesso della Patente di Guida internazionale, ottenibile in Italia presso gli uffici della Motorizzazione o dell’ACI. E’ anche possibile spedire il proprio mezzo dall’Italia mediante navi cargo, soluzione peraltro costosa. Una terza alternativa consiste nell’acquistare in loco un mezzo per poi rivenderlo prima del rientro in Italia, pratica piuttosto usuale e conveniente per lunghi periodi di permanenza.


SALUTE E CONTRATTEMPI

Non vi sono obblighi di vaccinazione per entrare in Namibia. Ciò nonostante ritengo consigliabile il vaccino per il tifo, la febbre gialla e la profilassi antimalarica. La zanzara Anophele è presente nel Paese nelle regioni del nord, lungo i confini con l’Angola, specialmente nella stagione delle piogge e nella tarda primavera. Si consiglia l’utilizzo di repellenti per insetti e di zanzariere e, dopo il tramonto indossare abiti con maniche lunghe e calzoni.
L’acqua dei rubinetti è assolutamente potabile in tutti i centri del Paese, e le bottiglie di acqua minerale sono reperibili in tutti gli Store, da nord a sud.
Per quanto riguarda i pericoli derivanti dal contatto con la fauna selvatica esiste la possibilità di imbattersi in numerosi serpenti velenosi, alcuni letali, come il Puff Hadder o il Mamba Nero: non si tratta di animali che attaccano l’uomo ma, essendo fortemente mimetici, possono essere accidentalmente calpestati, causando di conseguenza il loro morso. Sono quindi vivamente consigliate calzature alte e pantaloni di tessuto resistente. Si raccomanda inoltre di prestare la massima attenzione nel raccogliere dal suolo legna o altro.
I grandi carnivori sono presenti in gran numero in Namibia, anche al di fuori delle Aree protette. Non esiste tuttavia pericolo, nemmeno per chi pernotta in campeggio nelle lande più remote, in quanto la forma della tenda non rappresenta una preda per i felini.
Gli elefanti del deserto, rintracciabili nei fiumi del Damaraland e del Kaokoveld, non sono un pericolo se non vengono disturbati: se campeggiate in ouidian frequentati dai pachidermi non allontanatevi dalle tende al calar del sole ed alzate le vostre igloo lontano dai boschi più fitti, rifugio abituale di questi enormi mammiferi. Il Rinoceronte nero ha un carattere bizzoso, ed anch’esso, anche se raro, abita il letto dei corsi d’acqua del Damaraland. Se avete la fortuna di vederne qualche esemplare accontentavi di ammirarlo da lontano per evitare una carica, possibilità tutt’altro che remota. Il rarissimo Rinoceronte Bianco lo si trova solamente in Etosha e nonostante la sua immensa mole non rappresenta un pericolo, in quanto nettamente più mansueto del collerico cugino di stazza inferiore. Se volete evitare spiacevoli incontri con iene e sciacalli ricordate di chiudere all’interno delle auto viveri e rifiuti, se campeggiate in aree libere.
Ragni e scorpioni sono piuttosto comuni in tutto il territorio. Per essi valgono le stesse regole precauzionali valide per i serpenti.
Per quanto riguarda furti e rapine occorre prestare massima attenzione nei grandi centri abitati, dove il rischio di furti è elevato. In questi casi, accertarsi sempre di chiudere le auto e di non lasciare in vista oggetti “interessanti”, quali borse, fotocamere e simili. L’aggressione fisica è un evento quanto mai raro, se si escludono i quartieri più a rischio, come Katutura a Windhoek nelle ore serali…ma questa è una eventualità riscontrabile in tutte le grandi città del mondo.


CUCINA

I piatti a base di carni sono sicuramente la carta vincente della cucina namibiana; le ottime carni del Kudu, dell’orice, dell’antilope e del facocero vengono servite in centinaia di modalità, seguite dal coccodrillo (il cui gusto è a mezza via tra i pollo ed il pesce).
Nelle città della costa Atlantica viene servito ottimo pesce: rinomatissime le ostriche di Luderitz, le aragoste di rocca di Swakopmund. A proposito di quest’ultima città consiglio una cena al ristorante Tug, nei pressi del vecchio molo, con vista direttamente sul mare e piatti curatissimi.
Per quanto concerne il self drive potrete trovare in ogni città e nei villaggi maggiori centri commerciali e stores forniti di cibo fresco ed in scatola, nonché di pratici blocchi di ghiaccio ideali per mantenere gli alimenti nei cool-boxes.
Per i vegetariani, grazie al clima mite per buona parte dell’anno, non mancano infinite varietà di verdure e frutta, reperibili non solo negli shop center delle città ma anche nei mercati di ogni villaggio lungo le piste principali.
Circa le bevande in Namibia si trova dell’ottima birra, la Lager Tafel ne è un esempio eclatante.
Il vino, prodotto nella sua quasi totalità dalla Kristall di Omaruru, è piacevole ma non adatto ai palati più esigenti. Di qualità più elevata quello importato dal Sud Africa.
Una varietà incredibile di succhi di frutta ed affini riempie le scaffalature dei supermercati, e vi potrete sbizzarrire nel gustare il nettare dei frutti più strani.
Per i cultori della cucina italiana è possibile reperire prodotti nostrani tipici presso i grandi centri commerciali della capitale, dalla nutella ai sughi di grandi marche italiane… In Avenue Nelson Mandela si trova uno store, Blue Olive, specializzato in prodotti alimentari italiani, dall’olio extravergine al miglior sugo per spaghetti!!!!
In Windhoek non mancano le pizzerie, tra le quali spicca Sardinia, in Indipendence Avenue, gestita da italo-sudafricani, in cui si serve davvero un’ottima pizza napoletana.


VIABILITA’

Sono pochissime le strade asfaltate in Namibia: una grande arteria bitumata, la B1, attraversa da nord a sud tutto il paese, ed alcune diramazioni - la statale per Swakopmund, quella per Luderitz e pochissime altre - completano il quadro d’insieme.
La quasi totalità del territorio è servita da piste sterrate, classificate in tre distinte categorie a seconda del loro grado di mantenimento. Le piste di tipo C, larghe e scorrevoli, rappresentano le tratte di maggior percorrenza turistica, ed uniscono i centri maggiori alle più blasonate attrattive del Paese. La manutenzione è certosina ed il fondo talmente livellato da permettere medie di velocità elevatissime. Proprio in virtù di questa caratteristica risultano poi essere le tratte più pericolose, in quanto l’eccessiva sicurezza invita a spingere oltre misura sull’acceleratore provocando a volte incidenti dalle conseguenze disastrose. Le piste di tipo D, secondarie, uniscono i centri minori e la loro manutenzione è saltuaria. Spesso, specialmente dopo la stagione delle piogge, risultano impercorribili per lunghi periodi. Le piste di tipo P, carrarecce e mulattiere, o ancora semplici piste di collegamento tra le varie fattorie, sono praticamente prive di manutenzione, percorribili in sicurezza solamente con mezzi a trazione integrale e solamente in inverno e primavera. Lungo le piste di tipo P e le più remote di tipo D si svolgono gli itinerari più interessanti. ATTENZIONE: è assolutamente vietato abbandonare le piste segnate in tutto il territorio della Namibia. In questo Paese non esiste il concetto di “ fuori pista”, e persino lungo il corso dei fiumi secchi più remoti esistono barlumi di tracce che non è consentito abbandonare! I Rangers vigilano anche al di fuori dei territori protetti, e la popolazione tutta è oltremodo sensibile a questa normativa: non facciamo brutta pubblicità al nostro Paese infischiandocene delle regole di chi, in fondo, ci ospita.

LE ETNIE

La Namibia è un crogiolo di etnie differenti. Gli abitatori originari di queste terre erano i Khoi Khoi, sedentari dediti ad allevamento ed a forme rudimentali di agricoltura, provenienti dall’attuale Sud Africa, spinti verso nord dall’arrivo dei primi colonizzatori a fine 1400. A fianco dei khoi khoi( chiamati in seguito, dai colonizzatori, Ottentotti) vivevano i Khoi San, o San, nomadi che vivevano nel fitto del Bush, la tipica vegetazione cespugliosa che ricopre gran parte del territorio del Paese. Appunto per questa loro caratteristica vennero denominati dagli europei Busch Men, ovvero Uomini del Bush, da cui il termine Boscimani. Successivamente nuove correnti migratorie interessarono l’area dell’attuale Namibia, questa volta da nord: numerosi ceppi di origine Bantù, provenienti dall’Africa Orientale, sottomisero i Khoi khoi. I più rappresentativi di questa ondata furono sicuramente gli Herero, che dominarono per secoli la maggior parte del Paese. Di discendenza diretta dagli antichi Khoi khoi sono i Nama, popolazione dalla caratteristica lingua a schiocchi. Altri ceppi Bantù scesero inoltre dalle alture dell’Angola, oltre il fiume Kunene, andandosi ad impiantare nelle regioni settentrionali della Namibia: gli attuali Owambo ( l’etnia maggiore del Paese), i Kawango, I Caprivians. A questi gruppi di origine settentrionale appartengono anche gli Himba, l’etnia più famosa di Namibia; si tratta di pastori seminomadi che transumano nelle lande montuose del nord est del Paese, tra le forre della regione del Kaokoveld. Non essendo un’etnia di stirpe guerriera furono sempre soggiogati dai più forti Herero , fino alla quasi totale distruzione di questi ultimi ad opera delle truppe coloniali tedesche nel primo decennio del 1900. Si suppone che gli Himba altro non siano che un’evoluzione di una branca degli stessi Herero, isolata dal resto dell’etnia nel corso delle guerre tra questi ed i Nama. Abbiamo poi i Damara, ceppo etnico che tutt’oggi divide gli studiosi di antropologia sulle sue origini. La loro lingua è sicuramente di origine khoi khoi, mentre le loro abitudini sono marcatamente di tipo seminomade. L’antropologia moderna fa risalire la loro etnia al bacino del Nilo;pare infatti che questa antica popolazione giunse in Namibia dal sud ovest del Sudan, in un’ondata migratoria attraverso mezzo continente.Tratti in schiavitù sia dai Nama sia dagli Herero, essi, grazie all’intercessione dei missionari tedeschi nel 1870, riuscirono ad ottenere la protezione del governo coloniale che li relegò in un territorio nel centro nord del Paese, che prese il nome appunto di Damaraland. Un’altra etnia presente in Namibia è quella dei Basters, letteralmente “Bastardi”, ovvero il risultato del meticciamento dei khoi khoi sud africani con i primi coloni europei. Una rappresentanza consistente di Basters raggiunse la Namibia meridionale intorno al 1800, insediandosi poi stabilmente nell’area della città di Rehobot. Vanno molto fieri del loro nome e della loro origine. In Namibia vivono inoltre circa 90.000 bianchi di origine europea, la maggior parte di loro di provenienza tedesca e sud africana. Nel Paese vive una discreta rappresentanza di Italiani, circa 300. La maggior parte delle imprese commerciali sono nelle mani dei bianchi. La popolazione globale della Namibia non supera i 1.800.000 individui, con una densità media di circa un abitante per kmq, la più bassa dell’intero Continente.

CARATTERISTICHE DEL TERRITORIO

La Namibia è considerato il paese più arido di tutta l’Africa Australe. Due grandi deserti occupano buona parte del suo territorio: il Kalahari ed il Namib. Il Kalahari si estende nel sud est , al confine con il Botswana ed il Sud Africa, e rappresenta le propaggini occidentali di questo deserto, la cui porzione maggiore si trova in Botswana.
Si tratta di un terreno che presenta un’alternanza di basse formazioni sabbiose raggruppate in lunghe dorsali e fasce di terreno cespuglioso, dominato da graminacee arbustive. L’alternarsi delle due componenti dona al Kalahari l’aspetto tipicamente zebrato che lo caratterizza, chiaramente visibile durante le trasvolate. E’ un deserto aspro,quasi totalmente disabitato, e patria degli ultimi boscimani. Il Namib ricopre l’intera costa atlantica namibiana. Dal Kuiseb river fino al profondo sud una muraglia di dune domina la costa spingendosi all’interno per circa 70 km. Le dune superano il confine con il Sud Africa e continuano fino quasi al capo di Buona speranza, per una estensione totale di circa 800 km. A nord del Kuiseb, fino all’altezza di Torra Bay, le dune lasciano posto a distese ghiaiose che ricordano il Reg ed il serir dell’Africa Settentrionale, per circa 500 km. Oltre Torra Bay riprendono le dune, per altri 800 km, fino oltre il confine con l’Angola. Si tratta quindi di un deserto di immani dimensioni, seppur poco esteso in longitudine.
La presenza delle correnti Atlantiche fredde, in antagonismo all’aria calda proveniente dal deserto, provoca la formazione di spesse coltri di nebbia. Ed è proprio la nebbia che, estendendosi per km e km nell’entroterra, ha permesso la nascita di un habitat unico al mondo, dando modo a numerosi organismi viventi di vivere in queste lande altrimenti proibitive per l’assoluta mancanza di acqua.
Le regioni centrali del paese sono corrugate da sistemi montani anche di notevole altezza, tanto che la capitale Windhoek sorge a circa 1700 metri di quota in una conca contornata da catene montuose.
Le vallate tra i massicci sono ricoperte di steppaglia costellata di rade acacie, dalle tenui tinte pastello in inverno che divengono di un verde intenso nella stagione delle piogge. La sterpaglia prende il nome di Bush, che rappresenta la tipologia più diffusa della vegetazione Namibiana.
Salendo a nord, nella regione un tempo appartenente al Damaraland, e lasciandosi alle spalle le formazioni granitiche della regione di Omaruru, si incontra una zona di estesi altopiani erbosi, dominati da monoliti di graniti rosa denominati kopije che rendono l’intera area estremamente interessante dal punto di vista paesaggistico.
Aride steppe fanno da sipario tra Damaraland e Kaokoveld, territorio in cui nuovamente le catene montuose regnano sovrane, coperte da fitta boscaglia di tamerici, acacie e mopane.
I massicci montani culminano al confine nord, lungo il fiume Kunene, dove, orientandosi da nord a sud, delimitano due immense vallate ,Hartmann e Marienflus, ricoperte da lussureggiante savana.
Lo “ spicchio” namibiano del Caprivi, una porzione di territorio che si incunea verso Zambia, Zimbabwe e Botswana, è invece dominato da una serie di grandi fiumi, il Kunene, l’okawango e lo Zambesi, che rendono questa regione verdeggiante e tra le più ricche di fauna selvaggia del Paese.


I PARCHI

Il più famoso Parco di Namibia è senza dubbio l’Etosha Park, 23000 kmq di territorio di savana al cui centro spiccano i 5000kmq di argilla dell’Etosha Pan, bacino di raccolta delle acque effimere provenienti,nella stagione umida, dal nord.
Al suo interno, seguendo gli itinerari consentiti, è possibile ammirare un gran numero di animali tipici dell’Africa centrale e meridionale: decine di specie di antilopi, rinoceronti,zebre, giraffe,elefanti, leoni,leopardi e cheeta, uniti a centinaia di specie di uccelli, stanziali e migratori.
Tanto per fare un esempio pensate che in Etosha si trovano circa 1500 elefanti, 1800 giraffe, circa 30000 springbok, qualcosa come 5000 orici!!!
Segue, in ordine di importanza, il Namib Naukluft Park, con l’anfiteatro di dune più famoso del mondo,ovvero Sossusvlei. Fanno parte del parco le montagne del Naukluft, le lagune di Sandwich Harbour, il cosiddetto Welwischtia Drive, ovvero una zona montagnosa ricca di paesaggi tra i più vari che deve il suo nome ad una pianta endemica, la welwiscthia, che vive unicamente in quelle alture.
Lo Skeleton Coast Park, insieme alla Western coast natural Reserve, racchiudono completamente la costa atlantica da Swakopmund fino all’angola, ospitando la Cape Cross Reserve che custodisce la più importante colonia di otarie del capo di tutta l’Africa Australe.
Il Fish -river canyon Park si trova all’estremo sud e protegge l’immenso orrido scavato nell’arenaria dal fiume Fish. Non è forse il secondo canyon del mondo per estensione, come alcuni sostengono, ma è sicuramente una meraviglia della natura che val la pena di ammirare.
Abbiamo poi il Khaudum Park, poco a sud est della zona di Grootfontein, una landa sabbiosa al confine con il botswana, dal fascino selvaggio.
Quattro parchi sorgono nel Caprivi: il Popa Falls Park ( da non confondere con Epupa Falls, molto più ad ovest lungo il Kunene River),il Mahongo, il Caprivi Game Park e l’accoppiata Mamili e Mudumu National Park.
Il massiccio montuoso del Waterberg, nella regione di Otijwarongo ed Otavi, è divenuto Parco nei primi anni 70: è una regione di altipiani che si estende per circa 200 kmq ed è meta ideale per chi ama il trekking.



LETTURE E CARTOGRAFIA

In Italia si trovano due Guide specifiche sulla Namibia: La EDT Lonely Planet e la fiorentina Polaris. La prima è un testo completo, include una parte di belle fotografie degli animali più diffusi con schede esaustive di ciascuno. Ricchissime le informazioni sulle città, come solitamente accade nelle pubblicazioni di questo Editore. La seconda offre un’impaginazione più curata e curiosità sul Paese inedite. In entrambe le Guide mancano indicazioni precise utili a compiere itinerari al di fuori delle tratte più battute, coordinate GPS, road books per tracciati in 4x4.
Per quanto riguarda la cartografia in italia non sono rintracciabili mappe dettagliate del Paese: la Michelin Africa South può andare bene per indicazioni di massima. La mappa del Touring Club, scala 1:2000000 può essere utilizzata per i viaggi in self drive su itinerari classici.
Per i viaggi nell’entroterra del Damaraland e del Kaokoveld si possono trovare, in namibia, le ottime carte 1:500.000 delle Forze Armate Sud Africane, ricchissime di particolari ed assai precise, ottime per la navigazione su piste secondarie.
Un’altra buona mappa, sempre reperibile in loco, è quella edita dalla Shell, limitata però alla regione del Kaokoveld. La si può trovare presso tutte le librerie e centri commerciali della capitale.
Un’altra mappa, questa volta relativa al Kaokoveld ed al Damaraland settentrionale, edita dalla Contimap (www.4xforum.com ), riporta le coordinate gps di numerosi punti di interesse ed importanti crocevia. Ma attenzione: alcune delle coordinate, testate, presentano grossolani errori di trascrizione.
Una mappa generale, ottima per gli spostamenti meno tecnici, è “Namibia” della Projects & Promotions di Windhoek ( proprom@iafrica.com.na ), a cura del cartografo Ulrich Jaschke.
Nelle librerie ( ma anche negli storse del Parco) si possono acquistare belle cartine dell’Etosha national Park, contenenti tutti i tracciati percorribili all’interno dell’area, l’ubicazione delle pozze e delle aree di sosta. Sono edite direttamente dal ministero del Turismo.
Circa i libri relativi a flora e fauna consiglio Mammals of Southern Africa, edito da Briza, e scritto da Burger Cilliè; splendido testo in grado di mettervi in condizione di riconoscere qualunque mammifero incontriate durante il viaggio. E’ scritto in lingua inglese.
Damaraland Flora, di Craven & Marais, Machmillan Publishers, è un ottimo libro sulle specie vegetali della regione del Damara.
Di Ian e Jackie Sinclair segnalo Birds of Namibia, edito da Struik, una guida fotografica agli uccelli del Paese.
In Italia, edito dalla Polaris Edizioni di Firenze, un ottimo testo per una conoscenza storica e culturale più approfondita sul popolo dei Boscimani è Kalahari, di Silvana Olivo, pubblicato nella collana “Percorsi e Culture”.

SICUREZZA NEI TRACCIATI INUSUALI

L’utilizzo del GPS in un tour classico in namibia è assolutamente inutile ad ogni incrocio sono apposti chiari cartelli indicatori riportanti il numero di denominazione di ogni singolo tracciato: basta avere in pugno una delle mappe stradali in vendita ad ogni store del Paese per cavarsi in un attimo d’impaccio.
Per quanto concerne itinerari impegnativi nelle regioni del Damara e del Kaokoveld occorre invece avere grande prudenza: le piste minori sulle montagne e nei fiumi non compaiono sulle mappe comuni e l’intrico delle tracce al suolo può trarre in inganno.Su questi tracciati non esiste possibilità di rifornimento né di carburante né di acqua e viveri. Se non si ha buona conoscenza del territorio o buone capacità di navigazione, sconsiglio vivamente di intraprendere un itinerario in queste regioni splendide ma pericolose proprio per la loro lontananza dalle piste battute. Non molto tempo fa una coppia di incauti turisti, partiti per il Damara senza scorte di carburante e viveri e privi di supporti cartografici adeguati, è rimasta bloccata per aver esaurito la benzina nell’entroterra: uno dei due è morto di sete prima che l’auto venisse individuata.
Consiglio quindi la massima cautela e una sana umiltà nel valutare i propri personali limiti. In caso di dubbi ritornare sui propri passi senza indugio e assoldare una guida locale. Se si viaggia in self drive informarsi preventivamente presso il Rent Car se l’assicurazione copre le zone in cui intendete recarvi: alcune compagnie non tutelano incidenti in aree remote come Caprivi o estremo nord ovest del Kaokoveld. (Pubblicato il 20 gennaio 2004) - Letture Totali 857 volte - Torna indietro

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