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Da Genipabu a Porto de Galinhas: grande costiera...

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Questo tratto di costa del nord est è tra le più affascinanti del Brasile. Si va per spiagge ma non solo: costiere fantastiche, strade direttamente sulla battigia, paesini che sorprendono...

Da Genipabu a Porto de Galinhas: grande costiera...

Sito o fonte Web: www.hermesecoturismo.com Anzitutto sfatiamo un po' di luoghi comuni: a meno di essere bene inserito o bene accompagnato, per dormire in Brasile ci vogliono dai 25 ai 35 euro per una stanza, quasi sempre un tugurio in città oppure stanzetta carina fuori.

Per nutrirsi si va dai 5 euro di un prato feito (piatto pronto), l’abbondante piatto unico che è il pasto normale dei brasiliani con riso, insalata, manzo (o pollo), patate fritte (o manioca bollita, o fritta) ai 10-15 euro di una churrasqueria (vari tipi di carne a volontà) o comida a kilo, dove si spende in base al peso del mangiare che si mette sul piatto scelto da un buffet.

Noi abbiamo recuperato la fatica del viaggio a Ponta Negra, un sobborgo marittimo di Natal, una lunga spiaggia piena di alberghi, ristoranti e locali notturni, affollata giorno e notte. Una vita da spiaggia nella migliore abitudine italiana, non c'è che dire, anche se alla fine abbiamo apprezzato molto la città, una tipica città costiera di medie dimensioni del Brasile, con un milione circa di abitanti, nel suo mercato di Rocas (il lunedì) e nella spiaggia di Redinha, sulla foce del Rio Potengi.

Ci avevano ripetutamente avvertiti che a Natal, come in tutte le città brasiliane medio-grandi, è bene prestare molta attenzione, ma passeggiando nelle strade non abbiamo proprio avvertito pericolosità: meraviglioso mescolarci alle numerosissime famiglie brasiliane in relax weekend tra un churrasco, una birra, un frullato di frutta e forrò (musica tipica del nord-est brasiliano) a tutto volume.

Molto bella anche l'escursione in buggy fino a Genipabu, compresa di "giostra" adrenalinica su e giù le dune mobili di sabbia bianchissima che, da sola, vale il prezzo da pagare. Da Natal a Pipa ci siamo arrangiati con un'altra escursione in buggy, tutta all'aperto e lungo l'oceano, costeggiando precipizi di spettacolari scogliere oppure direttamente sulla battigia di infinite e selvagge desertiche battute da grandi onde, con immancabili colonne sonore nelle orecchie.



Pipa è - forse - la cittadina più caratteristica tra quelle che abbiamo visto, forse perché di brasiliano ha ben poco. Sorta come buon ritiro di europei e americani benestanti, ciò si riflette a meraviglia su stradine, negozi, pousadas, case e... prezzi. Ma Pipa è davvero incantevole, così come le sue piccole spiagge ai piedi delle scogliere, e l'abbiamo lasciata con molto dispiacere.

Da Pipa, per raggiungere Recife abbiamo usato l'autobus (onibus). La strada veloce che passa un poco all'interno della costa mi ha suscitato ricordi australiani tanto era dritta e quasi adagiata sul duro terreno a mo di rotaia. A destra e a sinistra il nulla finché non siamo quasi arrivati a destinazione.

Grazie ad una dritta raccolta a bordo, abbiamo preferito fermarci ad Olinda, e non ce ne pentiremo. Olinda ospita il carnevale più famoso dopo quello di Rio, al ritmo del frevo, una variazione del samba. La cittadina è bella, molto colorata e dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco per la quantità di edifici coloniali ben restaurati lungo le stradine in salita (o discesa) con l'oceano a dominare - incontrastato - ogni sfondo.

Anche se non è carnevale, un weekend a Olinda è sempre festa grazie ai numerosi artisti e musicisti che la animano. Quando non siamo in spiaggia, è divertente passeggiare a caso tra viuzze e casette tutte colorate. Dall'Igreja de la Misericordia si gode un bellissimo panorama, anche se quello più fotografato è senz'altro quello dell'Igreja da Sé.

Recife, ha un affascinante centro storico di belle facciate e palazzi coloniali impreziositi con azuleios, negozietti e mercati. Come ogni volta che si visitano realtà povere, è bene portarsi appresso solo quello che puoi permetterti di perdere: quindi pochi soldi, niente orologi o gioielli, abbigliamento semplice, rispettando la prima regola del viaggiatore accorto: mai infilarsi in strade vuote o sospette.



A 65 chilometri a sud di Recife, Porto de Galinhas - che deve le sue origine al triste mercato degli schiavi, che dopo l’abolizione della schiavitù presero ad essere chiamati, appunto, galinhas - è stata la nostra ultima tappa. E' un'altra stupenda località di mare, ormai molto turistica perché non manca niente per fare del turismo stanziale con sabbia e mare calmo a volontà grazie alle barriere coralline.

Si può dire che Porto de Galinhas è una copia di Ponta Negra con baracche sulla spiaggia che offrono ombrelloni, cibo e sdraio, ambulanti e carretti che passano con cibo, bevande e mercanzie, ma col mare più bello, calmo e di intense tonalità azzurro/turchesi, assai simile a quello caraibico. (Pubblicato il 20 ottobre 2015) - Letture Totali 344 volte - Torna indietro



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