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I gioielli dell’Elba

Racconti e Articoli di Viaggio

Una leggenda narra che, quando la Venere Tirrenica nacque dalle onde del mare, alcune gemme si staccarono dal suo diadema e caddero nelle acque, trasformandosi nell'Elba e nelle altre isole dell'Arcipelago Toscano, di Claudio Montalti - Inviato il 13 marzo 2009 da Claudio Montalti.

I gioielli dell’Elba

Sito o fonte Web: www.claudiomontalti.net L'Elba è la maggiore delle isole dell'Arcipelago Toscano, Parco Nazionale e area marina protetta più grande del Mediterraneo. Anche se la notorietà maggiore è data all'isola dalla bellezza del suo mare e dei suoi fondali, di prim’ordine, fioccano attrattive storiche, architettoniche e culturali. Si prospetta quindi un vero viaggio, a partire dal tragitto in traghetto, un modo ancora più netto per tagliare col “continente” e tutto quel che – lavoro, famiglia, routine, italianità varie – esso rappresenta.

Lo sbarco a Portoferraio

Conta poco che si giunga ben presto in vista dell'Elba: doppiata la sua estremità settentrionale, entrando nella baia di Portoferraio godrete già una panoramica di prim’ordine della cittadella edificata dai Medici, cui si accede attraverso la Porta a Mare. Bello il giro pedonale dei bastioni, con vedute sulle spiagge adiacenti l'abitato, sull'isolotto dello Scoglietto e sulla sottostante darsena a forma a ferro di cavallo sul cui specchio d’acqua si riflettono i colori e le forme di case, pescherecci e imbarcazioni. Interessanti le residenze di Napoleone Bonaparte, la Villa dei Mulini in città e la villa di San Martino in campagna, vicino cui sorge il Museo Napoleonico. Gli isolani lo ricordano ancora con affetto perché - pur in soli nove mesi - egli lasciò strade ed edifici nuovi, migliorò l’amministrazione e la salute pubblica e soprattutto impose un nuovo sviluppo all'industria mineraria, vera ricchezza dell’isola. Di Napoleone è anche l’attuale bandiera dell’Elba, tre api d’oro su striscia rossa in campo bianco.

I fiori dell’Elba

Da Portoferraio a Rio Marina avrete un buon assaggio della grande varietà di paesaggi tra mare e collina. Rio Marina, ex porto minerario, può essere una tappa di grande suggestione a seconda, al vostro arrivo, di come il sole colpisce l’abitato di case intonacate con malta locale, ricca di frammenti ferrosi riflettenti come brillantini. Da non perdere il Parco Minerario. Una visita alla ricca collezione di minerali elbani del Palazzo del Burò vi introdurrà per bene all’escursione guidata ad un vicino cantiere, in disuso dall’inizio degli anni '80 a causa dell’esaurimento dei filoni. Col picconcino fornito, vi improvviserete cercatori in uno scenario scabro, reso affascinante dai colori delle rocce. Chi, da bambino, non ha collezionato campioni di minerali con le dispense dell’edicola? Ebbene, quasi tutti provenivano proprio di qui e avrete buonissime probabilità di trovare bei cristalli di Pirite, Quarzo, Tormalina, Oligisto, Limonite o Ematite, per tonalità, brillantezza e struttura, a volte in “foglie” disposte più o meno ortogonalmente attorno a un centro, soprannominati i "Fiori della Terra". Successivamente, prima di proseguire per Capoliveri rilassatevi nella spiaggia rossiccia di Barbarossa, vicino a Porto Azzurro.

Panorami senza fine

Da Capoliveri, si sale a piedi verso il Monte Calamita, un tempo area di intenso sfruttamento minerario, noto per le anomalie provocate nei pressi al funzionamento di bussole e apparecchiature di navi ed aerei. Il monte contiene infatti grandi quantità di magnetite, da cui il nome. La passeggiata, resa piacevole dai colori e dai profumi della vegetazione mediterranea di pini marittimi, fichi d'India, erica e rosmarino, riserva una sequenza di orizzonti senza fine che, nelle giornate più terse, arrivano a comprendere persino la Corsica. Dalla piazzola sulla Baia dell'Innamorata potrete compiere un giro più ampio fino alle miniere, segnalate dalle rocce rosse, oppure superare la sommità del monte e ridiscendere a Capoliveri attraverso ordinati vigneti. Il centro, quasi del tutto pedonale e pieno di di negozietti e botteghe artigiane, è spesso affollato di turisti, ma è sufficiente allontanarsi lungo i vicoletti per ritrovarsi in piazzette su cui s’affacciano tipiche case a tinte pastello dell’isola, e ammirare in tranquilla solitudine gli scorci amati dai tanti artisti e letterati che qui si sono stabiliti.

Mare, monti e archeotrek

A Marina di Campo si trova la spiaggia più lunga dell'isola, poi la strada si tuffa su un percorso costiero caratterizzato dalle ripide scarpate granitiche del Monte Capanne. Paesi, “appesi” a pochi metri dal mare in una esplosione di rosmarino, lavanda ginestra, si alternano alle spiagge più apprezzate dagli amanti del mare: Pomonte, Cavoli, Colombaia, Fetovaia e Partesi. Dopo Chiessi, la strada sale gradualmente, offrendo viste sempre più vertiginose, fino ai 375 metri di Marciana. Il borgo è dominato dalla massiccia Fortezza Pisana del XII secolo e una passeggiata al suo interno, attraverso i chiaroscuri di soleggiate piazzette e ombreggiati vicoletti, consente di ammirarne l’architettura medievale, le decorazioni in granito e le belle facciate colorate delle case. Prendendo il percorso indicato col numero 3 fino al Santuario della Madonna del Monte, e proseguendo fino al complesso roccioso denominato “L’Aquila”, si trovano testimonianze archeologiche risalenti ai periodi preistorici, grotte, i dolmen e i “caprili” lasciate da popolazioni di tipo ligure-appenninico, e, nella zona di Seccheto, una magnifica tomba sopraelevata. Dall’abitato di Poggio parte uno degli itinerari escursionistici per il Monte Capanne, solo in estate raggiungibile in funivia. Sette chilometri di nervosa discesa portano invece a Marciana Marina, capitale culturale dell'Elba per le molte manifestazioni estive che si svolgono nella Piazza della Chiesa, un moderno salotto turistico a cielo aperto, a cui il rione medioevale del Cotone, ad essa collegato da vicoli e scalinate che conducono agli scivoli delle barche verso il mare, e relative case colorate, oppone con orgoglio la più genuina architettura marinara.

L’età del ferro degli Etruschi

La spiaggia di sabbia finissima, delimitata da dune di cristalli di ortoclasio incastonati nel magma granitico, solidificatosi in forme strane, bagnata da acque che i fondali ricchi di Posidonieti rendono intensamente verdi, vale da sè la lunga discesa fino a Sant’Andrea, nel nord-est dell’isola. Posizione geografica, paesaggi, storia e caratteristiche climatiche fanno della zona un luogo a parte, forse il più magico dell’isola. È qui che gli Etruschi trasportavano l’ematite purissima, minerale ferroso che estraevano dall’altro versante dell’Isola, perché vi era abbondanza di legna per alimentare i forni. L’intensa attività produttiva è ancora ben evidenziata nei “schiumaroli”, aree di centinaia di metri quadrati formate da scorie di schiuma di ferro raffreddata, residue della lavorazione. Ma la gente del posto chiama da sempre la zona "Cava dell'Oro" perché gli etruschi usavano i forni anche per estrarre la calcopirite, da cui ricavavano zolfo, ferro e rame, minerale di un giallo luminoso. Presevandone strategicamente le ricchezze, i romani misero fine allo sfruttamento del ferro e trasformarono Sant’Andrea in un importande nodo marittimo nonché in zona di villeggiatura grazie ai suoi fanghi curativi, al clima e al vino, che presero a produrre in abbondanza, da cui il nome di “Insula vini ferax” datole da Plinio il Vecchio.

Ma chi ama camminare potrà scoprire in qualunque stagione un mondo sorprendente. Molti i sentieri ben segnalati: se seguite il numero 13 vi troverete avvolti dalle odorose fragranze della macchia mediterranea, abbracciati da forme e colori, esplosivi di primo mattino, di sugheri, corbezzoli, eriche e lecci, e poi - sul Monte Giove - davanti a graniti, marmi, arenarie e calcari che gli agenti atmosferici hanno plasmato nelle forme più strane che si possano immaginare, esaltate dallo sfondo di capo Sant’Andrea. Nel luogo più sorprendente dell’isola è facile concludere che l’Elba non è solo adatta alle prime tintarelle della stagione, ma anche al viaggiatore più esigente. (Pubblicato il 13 marzo 2009) - Letture Totali 167 volte - Torna indietro



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