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Il Carotaggio (S)Corso

Racconti e Articoli di Viaggio

Racconto del trekking lungo il percorso Mare a Mare Nord della Corsica, di Abro e Frantz

Il Carotaggio (S)Corso

Sito o fonte Web: www.abromlu.it E' ferragosto e pioviggina. Treno per Savona, con breve sosta in Milano Centrale, ultima occasione per rinfrescare qualche ricordo e un po' di nostalgia.
Savona fa un po' di tristezza. E' una citta' troppo stretta, in gabbia. Troviamo un autobus per l'imbarco della Corsica Ferries.

Non siamo soli. Due Tedesche ci accompagnano verso il porto. Le aiutiamo a portare i bagagli, anche se i nostri zaini sembrano piu' pesanti.

Una, Christa, ha 60 anni, e' un'insegnate di Monaco. L'altra, Ludmilla 43, anche se sembra molto piu' giovane, e' di Stadt e lavora per una societa' di Assicurazioni. Com'e' piccolo il mondo! Strana coppia. Appurato che non sono parenti, vista la differenza di eta', constatato che abitano a 100 km di distanza e non fanno lo stesso lavoro ... perche' vanno in Corsica assieme?

Ci dicono che sono dirette a Vittulettu, per una specie di corso intensivo di sciamanesimo. Credono di poter trovare risposte alle domande, loro e della gente in genere, grazie alla spiritualita' che insegna lo sciamanesimo e il contatto con il l'aldila'. Io non lo conosco, ne ho solo sentito parlare, sono scettico, ma quando ci chiedono se crediamo che siano pazze non possiamo far altro che dire di no.

Frantz sembra molto interessato al fumo, agli allucinogeni e alla musica che dicono si utilizzi in queste occasioni per entrare in stato di trance e studia il percorso per poter arrivare a Vittulettu durante il nostro cammino.

v'ho visto in sogno all'ottavo giorno,
alemanne sciamane, donne germane!
eodem modo scipio. perche', sibille cumane?

Chiediamo loro se vogliono unirsi alla nostra pizzata, ma vogliono prendere dei posti comodi sul traghetto per passare la notte. Le rivedremo per l'ultima volta al mattino, a Bastia.

ma ora, joule orizzontali, verticali, obliqui, sghembi, destatevi tutti! poiche' la nave del moro c'attende!

La notte e' serena ma fredda, rischiarata dalla luna piena. Bastia ci accoglie col sole. E' una discreta cittadina stretta tra il mare e le montagne. Piazza S. Nicolas e' molto amplia, circondata di palme. Sembra strano non vedere qualcuno con il sombrero. Quando saliamo sull'autobus per Moriani c'e' pure una canzoncina latino-americana. Ehi, Frantz, sicuro che abbiamo preso il traghetto giusto? Arriviamo a Moriani dopo un'ora.

La frase del giorno.
Abro: Ciao Paolo, vecchio lupo di mare, siamo al molo ad ubriacarci in attesa di imbarcarci in un cargo battente bandiera libanese ...
Frantz: chiedigli di risolvermi il problema del tanga...

1) Moriani - I Penti (16/08/2005)
Ci bagnamo i piedi sulla spiaggia di Moriani-Plage. E' piccola, poco frequentata, non sembra male, ma niente di esaltante. Troviamo subito l'imbocco del percorso Mare a Mare Nord, non prima di aver scovato in una edicola vicina l'indispensabile guida ("Corse - Entre mer et montaigne", Topo-guide della Federation Francaise de la Randonnee Pedestre, ISBN 2-85699-950-6) e acqiustato qualcosa per il pranzo.

Si comincia per la prima, breve tappa, un assaggino.
Inizialmente c'e' molto asfalto, finche', non si lascia definitivamente la costa e i primi pendii abitati. Attraversiamo i primi paesini del'entroterra, con le loro fontane pubbliche che versano in continuazione litri e litri d'acqua.
Con un po' di sorpresa, scopriamo che il sentiero passa anche per i giardini e i terreni di alcune case. Si aprono cancelli che si e' tenuti a richiudere, si attraversano orticelli con verdura che si e' tenuti a non assaggiare. Molto interessante questa mistura di pubblico e privato, questa fiducia data a priori ad estranei passeggeri, l'ospitalita' anonima degli abitanti che ci lasciano passare a fianco della loro casa.

Un po' alla volta ci si inoltra nella macchia, tra felci, arbusti ed alberi. Alla fontana di Repiola incontriamo un gruppo di 4 tedeschi che fanno il percorso inverso. Loro sono in dirittura d'arrivo.
Prima di Arrivare a I Forci, facciamo una prima scoperta delle abitudini Corse. Ci sono piccoli cimiteri ovunque nel bel mezzo dei boschi. Piccoli, al massimo 100 mq, esclusivi per qualche famiglia, circondati da un muretto in cemento, poco curati, discreti ma dall'aria nobile.

Multas per gentes et multa per aequora vectus
advenio has miseras, frater, ad inferias...
(Per molte genti e per molti mari trasportato,
giungo, per questi, fratello, dolorosi omaggi...)

Arriviamo presto a I Forci, dove si trova il Gite d'Etape "Luna Piena". E' un paesino adiacente a I Penti, che visiteremo alla sera. Nei due villaggi non esiste un negozio o un bar ad esclusione del nostro Gite. Normale, quindi che quando il proprietario ci chiede se vogliamo mangiare non possiamo che dirgli di si. Il proprieterio e' forse il primo vero corso con cui abbiamo a che fare. Sulla quarantina, amante del blues, capelli lunghi e petto nudo. Non sembra entusiasta del nostro arrivo, ma e' solo apparenza. Assaggiamo per la prima volta una Pietra, birra Corsa aromatizzata alla castagna. Sua moglie Francine ci prepara una cena indimenticabile. Ci offrono due grappe, fortissime. Chiedo un paio di panini per il giorno dopo e mi fa la sorpresa di metterci anche una mela. Andiamo a letto presto, il giorno dopo ci aspetta la tappa piu' dura.

La frase del giorno.
Abro: Com'e' possibile che ci siano piu' di due case e nemmeno un bar?
Frantz:

2) I Penti - Pianellu (17/08/2005)
Partiamo presto, c'e' subito una bella salita verso Bocca de Frate Mortu (981 m) in cima alla quale si gode di una vista spettacolare sulla costa orientale. La sommita' sembra un giardino, un largo sentiero di erba circondato da arbusti alti fino a 2 metri.
Il terreno e' arido e polveroso, ma sono frequenti piccoli ruscelli che dissetano le capre allo stato brado. Incontriamo un uomo che parla un po' italiano. Non e' del luogo, cerca una targhetta posta a ricordo di un suo amico che quassu' ci ha lasciato la pelle. Purtroppo non l'abbiamo vista e non possiamo aiutarlo.

Si cammina per un po' in quota fino alla cappella di S. Alessio, isolata in questi monti, prima di scendere verso Pied d'Alesani.

Pranziamo al sacco alla fontana e iniziamo la seconda, durissima parte del cammino della giornata.
Perelli e' a meta' della salita verso il Col de Muteri. Ci arriviamo stremati, sostiamo sulla piazzetta, senza accorgerci della fontana 50 metri piu' in la'. Chiaccheriamo un po' con un gruppo di donne e uomini, alcuni dei quali parlano benissimo l'italiano. Sono contente che siamo italiani, una signora dice che Firenze e' la citta' piu' bella del mondo. La chiaccherata ci distrae un po', e sbagliamo strada, ingannati da alcune indicazioni ambigue. Perdiamo un'ora facendo un sacco di fatica per niente.

Quando ritroviamo la via, prima di lasciare nuovamente Perelli, ci chiama un signore, ci tiene a dirci che il sentiero e' percorribile, "La vie es bon!". Lo ringraziamo e ci incamminiamo.

Dopo un'altra interminabile salita arriviamo a Col de Muteri (1172 m) che e' gia' sera. Il panorama e' fantastico, il sole tiepido, ci viene voglia di distendersi a riposare. Siamo sfiniti, am mancano ancora tre ore per il gite di Pianellu.

Dopo una lunga discesa e brevi ma distruttive salite arriviamo a Pianellu che e' buio, sono le 20.45.
Al gite di Pianellu (809 m) ci accoglie una ragazza pazientissima che sembra provare un po' di pena per come siamo ridotti. E' gentilissima, e per noi rappresenta quasi un angelo che ci e' venuto a salvare. Ci serve un'ottima cena, che, purtroppo non riesco ad apprezzare appieno perche' la fatica mi stringe lo stomaco.

Il gite e' un solido e confortevole edificio comunale, che sabato prossimo ospitera anche la sagra paesana, con tanto di paella spagnola... (continua su
http://www.abromlu.it/j/index.php?option=com_content&view=article&id=56:il-carotaggio-scorso&catid=39:corsica&Itemid=65) (Pubblicato il 28 gennaio 2008) - Letture Totali 559 volte - Torna indietro

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