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Racconto di viaggio in Portogallo. Lisbona e dintorni, di Roberta Scapinello

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Sito o fonte Web: www.skap.it Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare… potrebbe essere di diritto la colonna sonora della mia ultima estate. Infatti, come l’anno scorso e pure quello prima, mi preparo per l’ennesima discesa in Portogallo. Forse sono un po’ ripetitiva, ma questa volta ho una buona scusa: per tutto l’inverno ho frequentato un corso di portoghese e quindi DEVO poter mettere in pratica gli insegnamenti acquisiti!!



A Francoforte, bloccata per diverse ore a causa di un guasto all’aereo, conosco un ragazzo con il quale ho l’opportunità di mettere alla prova le mie nuove conoscenze linguistiche. Reginaldo è nato in Angola, anche se suo padre era di Lisbona, e vive da diversi anni a Londra. Passerà il week end a Lisbona, ospite dei suoi fratelli. Anche se qualche volta devo ricorrere all’inglese, appuro che i lunghi mesi di studio danno i loro frutti e che mi piace moltissimo il fatto di potermi esprimere in questa lingua. Lungo tutto il volo che dalla fredda Germania mi porta al caldo Portogallo, parliamo incessatamente di tutto. All’uscita dell'aeroporto trovo, fedele, Alex ad attendermi. Quest’anno le nostre ferie non coincideranno, e mi troverò da sola a girovagare nel paese del Fado, anche se Alex sarà sempre un punto di riferimento importante dato che sono ospite a casa sua.

All’indomani, vengo caricata in macchina in direzione Coparica. Alex e Luis mi portano nella costa, dalle profonde e bianche spiagge. Il paesino di Coparica è un piccolo e davvero caratteristico paesino di pescatori. Piccole viuzze di terra battuta, costruzioni bianche all’interno delle quali si trovano piccoli bar, ristorantini alla buona e personaggi molto originali. La spiaggia, poi, è bellissima. A destra è possibile scorgere Lisbona, mentre a sinistra lo sguardo si perde nell’immensa distesa oceanica. Proprio in questo punto, il fiume Tago sbocca nel mare. I colori si mescolano piano piano fino a fondersi in un unico blu scuro. Alex e Luis passano il pomeriggio a giocare a pallone, mentre io mi godo il sole ed il panorama. Abbozzo un bagno, ma l’acqua è decisamente troppo fredda!

Salutiamo Luis e la sera si va a mangiare dalla madre di Alex. E' il mio compleanno, ma sia Alex che la sua famiglia non credo se ne ricorderanno. Ci accoglie una indaffaratissima Dona Adriana. Sembra veramente aver poco tempo e voglia di spendere molti convenevoli con me. La cena è fugace, e quando inizio a sollecitare Alex per tornacene a casa, si spengono le luci. Dona Adriana e Mr Quim avanzano con una torta e le candeline. Sono commossa dalla sorpresa, mentre le parole stonate di “Feliz Anniversario a voce” riempiono la stanza. Questa non me l’aspettavo proprio!

E’ lunedì e purtroppo Alex dovrà lavorare per tutta la settimana e allora mi organizzo un “piano” per poter sfruttare al meglio la mia permanenza, soprattutto senza disturbare troppo. Visito il tanto agognato Ocenario, il grandissimo acquario di Lisbona. Con tutte le volte che sono venuta, e mi vergogno un po’ a dirlo, non ho mai trovato il modo di visxitarlo. Raggiungo l'Expo in metropolitana e mi immergo nella visita, letteralmente in quanto si passa sotto o a fianco ad enormi vasche in cui vivono pesci di ogni tipo, stazza e colore. L'acquario è splendido. Dopo, mi concedo una lunga passeggiata nell’ipertecnologico Expo. Una costante musica si diperde nell’aria creando quasi un’atmosfera surreale. Siedo per un bel po’ su una panchina che guarda il Tago e il lunghissimo ponte Vasco de Gama che collega in più di 17 km una sponda all’altra.

I giorni seguenti rivisito Lisbona: salgo al Castello St.Jorge, entro nella Cattedrale, girovago nella Praca do Commercio, salgo e scendo la Baixa, quasi scalo le ripide stradine del Chiado e di Barrio Alto. Ovviamente, non posso negarmi una nuova visita alla mia amata Sintra. Una mattina prendo il treno da Rossio, che in circa 3 quarti d’ora mi scarica nell'antica cittadina arroccata su un monte. E’ davvero splendida, proprio come la ricordavo. Vago nel centro della città, scopro le piccole stradine ondulate, entro nei piccolissimi negozi, poi prendo la navetta fino ai due castelli.

Il Castello dos Mouros l’ho già visitato quindi mi metto in fila per poter ammirare il Palazzo da Pena, una eccentrica costruzione voluta nel 1840 dal re-consorte Ferdinando di Coburgo-Gotha. E’ una macedonia di stili: arabo, gotico, manuelino, rinascimentale e barocco, che incredibilmente forniscono un colpo d'occhio omogeneo. Lo stesso l'interno: ogni stanza è arredata nei minimi particolari, in uno stile differente per ogni ambiente.

Il giorno dopo dall’Arco Du Chego, la stazione degli autobus diretti in ogni parte del paese, mi dirigo su Fatima, il famoso santuario sorto attorno al mito. La città è squallida - alberghi e negozi di orrori religiosi ovunque - mentre il santuario è imponente e sorge su un’enorme piazza bianca dove i pellegrini sembrano piccole formiche nere. Ci sono i penitenti, persone che fanno tutto il percorso trascinandosi sulle ginocchia fino alla piccola cappella nella quale - si dice - la Madonna apparve a tre piccoli pastori. continua " Atè Logo Portugal" (Pubblicato il 13 gennaio 2004) - Letture Totali 120 volte - Torna indietro



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